Articoli dal Febbraio 2008 ↓

Campagne di web marketing: come misurare i risultati?

Altra questione di cui spesso si sente parlare è come misurare i risultati delle campagne di web marketing.

L’ultimo a finire sul banco degli imputati è il CTR (click trough rate) cioè il rapporto tra quanti visualizzano un annuncio a pagamento e quanti ci cliccano sopra.

Tutto è partito da questo studio, che, in soldoni, ha dimostrato come un 16% dei navigatori compia l’80% dei click sugli annunci, e che in sostanza questo toglie peso al CTR come indicatore generale dell’andamento della campagna.

Ciò perchè questo 16% di navigatori, detti “heavy clickers” hanno un profilo molto ben definito:

età tra i 25 e i 44 anni e un reddito inferiore ai 40.000 €

Di questo, ad esempio, parla anche Nicola Ferrari sul blog OneMarketing.it.

A riguardo vorrei fare due riflessioni.

La prima è dovuta alla nostra particolare metodologia di direct response marketing via web.

In quest’ottica gli indicatori da tener presente in una campagna non sono certo il CTR ma:

1. Il costo di acquisizione cliente;
2. Il valore del cliente nel tempo;

La seconda
è che, comunque, quel 16 % di heavy clickers non appartiene propriamente ad una fascia di navigatori “da buttare”.

Tutt’altro!

E’ esattamente la fascia d’età più attiva e propensa agli acquisti via internet… e la maggior parte delle campagne viene fatta proprio per attrarre questi navigatori.

Credo che facciano eccezione magari solo i teenagers, per certi mercati internet di massa tipo i beni digitali o simili.

Tanto meglio quindi che le campagne di web marketing possano rivolgersi, e siano usufruite soprattutto da questo target.

Nel caso di AdWords, ad esempio, questo dato è rassicurante, nel senso che da un’ampia garanzia di non disperdere budget in click poco utili.

L’ultima riflessione, alla base di tutto: con questo si da conferma al fatto che internet non è un media generalista, come la tv, e che proprio questa deve essere la sua forza.

Alla faccia di tante web agency che considerano siti e portali ad alto traffico come canali televisivi da farcire di spot… pardon… banner.

E-Commerce vincente? Un equilibrio tra strategia, codice e web marketing

Tempo fa ho pubblicato questo post sull’ e-commerce, che ha generato una serie di richieste e spunti di riflessione da parte di molti nostri lettori.

Ne riporto qui di seguito alcuni (senza indicazioni sugli autori… per loro volontà), riguardo i tre punti chiave che ho anche citato nel titolo di questo post:

Strategia:

“… molte web agency rispondono che non possono e che, anzi, non devono occuparsi loro di strategia, perchè loro non conoscono il mercato del cliente e non sanno se i suoi prodotti si possono vendere…”

In questo caso la mia obiezione è molto semplice, nel senso che le web agency non devono necessariamente conoscere a fondo il mercato del cliente, ma devono assolutamente conoscere il mercato internet.

Non solo. Devono anche saper usare dei semplici strumenti che permettono di analizzare le possibili vendite che si possono ottenere, ovviamente senza entrare nei dettagli dell’offerta commerciale del cliente.

Codice:

“… insomma Matteo, l’impressione è che le web agency vogliano sempre vendere siti molto complessi per guadagnarci sulla programmazione. Sai cosa manca secondo me? La capacità di concepire un progetto a step. La mia impressione è che mi vogliano spennare subito perchè tanto poi sanno che il progetto è destinato a fallire.”

Questa è bella… e molto vera!

Sapeste che faccia fanno certi miei interlocutori, quando, ad esempio, gli suggerisco di iniziare con una piattaforma e-commerce prefatta da 20 $ al mese…

Sono spiazzati dal fatto che un responsabile di web agency gli suggerisca una cosa che non gli porta guadagno.

In realtà poi… li tranquillizzo: a noi in un progetto così va bene guadagnare sulla consulenza, sulla strategia, sul web marketing.
Insomma non siamo ancora una Onlus…

La cosa che ci interessa è che il progetto abbia le migliori opportunità di successo, e che gli investimenti necessari siano calibrati in modo anche flessibile (ad es.: se le vendite non arrivano a causa di scarsa capacità di conversione del sito… si cambia piattaforma).

Web Marketing:

“… siamo poi sicuri che il web marketing serva davvero? Io, con la precedente azienda, ho fatto un sito di e-commerce che vendeva solo quando inviavo la newsletter ai miei clienti, poi facevo AdWords e buttavo soldi non ottenendo niente…”

Beh… e questo non è web marketing, secondo te?

Nel senso che troppo spesso le web agency operano, agli occhi del cliente, una semplificazione a fini commerciali.

Web Marketing = Posizionamento = SEO + AdWords

Sempre per il solito discorso di vendere subito tanti servizi/prodotti con i margini più alti possibili.

Ma questo alla lunga non è di sicuro l’approccio migliore.

Tra l’altro, lo dice una persona che, come me, deve ringraziare AdWords e le metodologie su di esso basate

Il concetto è che non esistono ricette valide sempre e comunque: la capacità essenziale del web marketer è strutturare campagne usando gli strumenti migliori, in base ad ogni progetto ed in base alla specifica fase in cui si trova il progetto.

Magari anche il tanto criticato e vetusto email marketing.

Just Another “blog di marketing”? Noi crediamo di no.

Si sentiva forse il bisogno di un altro blog di marketing?
Domanda più che retorica dalla risposta scontata…
Certo che si!

Almeno noi di Lemonfour la pensiamo così.
Non perchè siamo presuntuosi.
Ne perchè non sappiamo come occupare il tempo.

Semplicemente perchè ci siamo resi conto che tutti i nostri blog non ci sono comunque sufficienti.

Questo nuovo blog si chiama www.ConversazioniMarketing.com

Avevamo bisogno di uno strumento con il quale poter spaziare su più argomenti, non solo il web marketing, che pure resta la nostra specialità, oltre che la nostra grande passione.

Non solo; avevamo anche bisogno di uno spazio dove presentare le nostre numerose e fruttuose collaborazioni con aziende di vari settori.

Collaborazioni che, va da se, hanno sempre il web alla base, ma che ci permettono di poter affrontare molti argomenti legati ad esempio a forme più tradizionali di direct marketing, oltre che a promozioni ed incentivazioni aziendali, progetti di comunicazione per centri commerciali, ecc.

Oltre a tutto ciò, abbiamo pensato a dare al nuovo blog un taglio ancora più aperto al dialogo ed alla condivisione di risorse e contributi sul mondo del marketing (da cui il nome Conversazioni Marketing).

Non mi resta che invitarvi a seguire la nostra ultima creatura.
Con la certezza che non ne resterete delusi.

Un altro screencast di Google: è una tecnica che funziona?

IGoogle è lo strumento per personalizzare la home page di Google con varie funzionalità scelte direttamente dall’utente.

Ne parlo, perchè, come accennato anche in questo post, Google in questo periodo sta utilizzando al meglio la tecnica di piccoli screencast pubblicati su YouTube, per spiegare in modo simpatico alcuni dei propri servizi.

Questo è il video:

Mi piacerebbe ricevere da voi delle segnalazioni di aziende che utilizzano al meglio questa tecnica.
Se poi fossero italiane tanto meglio…

Campagne di Web Marketing locali: vincono i blog

Come portare al successo delle campagne di web marketing locali?

Devo dirvi la verità, fino a poco tempo fa, per nostra strategia, eravamo ben poco propensi ad occuparci di questo tipo di campagne.

Innanzitutto perchè non si prestavano alla nostra ormai collaudata metodologia di lead generation.

Poi perchè valutavamo comunque non esaltanti i risultati che, anche avendo successo, potevano essere ottenuti.

Anche in questo caso, l’affermarsi del nostro know how sui blog come strumenti di SEO, ha fatto cambiare non di poco il nostro punto di vista.

Per diverse ragioni:

1# Un blog è uno strumento rapido da implementare e dal costo non eccessivo, quindi adatto ad un investimento i cui risultati, essendo limitati dalla geografia del mercato di riferimento, non possono essere enormi in valore assoluto (da multinazionale, per capirci…);

2# Se ben ottimizzato lato SEO si presta magnificamente al posizionamento di contenuti, in modo rapido e flessibile;

3# Si presta al posizionamento di contenuti diversi nel tempo, così che non devono essere fatte campagne nuove se si intendono lanciare nuovi prodotti o proporre novità;

4# Le stringhe di ricerca interessanti per campagne locali sono di per se stesse “long tail” (tipicamente del tipo “nome prodotto + area geografica”), quindi relativamente più facili da indicizzare;

5# Nell’identificazione della personalità del blog si possono puntare maggiormente su elementi e connotazioni strettamente caratteristiche dell’area interessata, dando un senso di maggior vicinanza all’utente;

Oltre al blog una delle cose che consigliamo ai nostri clienti che desiderano delle campagne locali, è la registrazione al sistema delle Google Maps (sull’argomento leggi questo precedente post).

Per finire, perchè come sempre i suoi contenuti sono di gran qualità, vi segnalo questo post di Nicola su come usare notizie e tendenze a fini di marketing.

Prime-News.info: un blog per le news tecnologiche di qualità

Si chiama Prime-News.info ed è un blog che nasce con l’intento di fornire agli utenti notizie di qualità riguardo al mondo della tecnologia e dell’intrattenimento digitale.

Nasce dalla collaborazione, e prima ancora dall’amicizia e stima reciproca, di tre consulenti informatici che hanno deciso di portare nel web gli stessi argomenti delle loro numerose conversazioni quotidiane.

Questo blog rappresenta la naturale evoluzione di un portale già esistente, oltre che la miglior risposta alla necessità di avere a disposizione uno strumento più rapido ed immediato per la pubblicazione e gestione dei moltissimi contenuti editati ogni giorno.

Lemonfour
si è occupata, oltre che del set-up e dell’ottimizzazione SEO della piattaforma WordPress, anche della messa a punto della strategia di webmarketing e comunicazione.

Da parte mia un caloroso “in bocca al lupo” al team di Prime-News.info.

Il futuro di Google si chiama Brain

Molti di voi ne hanno già sentito parlare.
Google Brain è il concetto di motore di ricerca del futuro che Google sta sviluppando.

In sostanza si tratta di dare la possibilità agli utenti di colloquiare con il motore di ricerca, in un botta e risposta che porti al risultato voluto.

Un modo molto più interattivo e semplice per ottenere da Google esattamente quello di cui si ha bisogno.

La cosa veramente interessante è dare un occhiata al video qui sotto, che secondo me, per capire come funziona Brain, vale più di 1000 parole:

Risultati sulle Google Maps: qualcosa è cambiato?

Il succo della questione è questo: perchè Google ha deciso, nelle ricerche a chiave geografica di dare così tanto spazio ai risultati sulle Maps?

Leggendo on-line sui siti che parlano di SEO, prevale la tesi “complottistica”:

“E’ un modo per dare ancora più forza ad AdWords!”

oppure, soprattutto nel turismo:

“E’ un modo per dare più forza alle singole strutture e spazzare via i portali di intermediazione!”

In effetti, se prevale la tesi, che condivido, che un colosso come Google non faccia mai nulla per caso, è molto strano che si sia voluta introdurre una modifica funzionale così importante senza che questa abbia una ricaduta economica importante.

Al tempo stesso è tutto da valutare l’effetto che ciò può avere in mercati meno maturi del turismo.

Faccio un esempio a caso? Il mercato delle Web Agency a Padova

Guardate l’immagine qui sotto:

11.jpg

Da qualche giorno siamo primi tra i risultati della Google Maps.
I nostri amici di NetBanana sono invece primi tra i risultati naturali.

Quale miglior osservatorio, per poter analizzare i dati in modo incrociato…

Per adesso posso dirvi che ho notato un aumento dei curriculum in arrivo.

E forse anche qualche richiesta di preventivo in più…

A presto con le novità!

Google Doodles, sapete cosa sono?

Cosa sono i Google Doodles?
Sono piccole variazioni temporanee del logo, che Google stesso mette in home page in corrispondenza di eventi particolari, celebrazioni, anniversari e simili.

Dal punto di vista della comunicazione sono, secondo me, un modo autoironico ed intelligente per giocare con la propria corporate identity.

Oltre che un ulteriore modo per far parlare di se (loro però non ne hanno bisogno…).

Qualche esempio nel filmato qui sotto.

Landing page e Copywriting Persuasivo: saper scrivere per il web.

In questo blog mi sono spesso soffermato sugli aspetti legati alla qualità di una campagna di web marketing che riesce ad attrarre visitatori qualificati.

Oggi volevo invece parlare dell’altra faccia della stessa medaglia, ossia di landing page e di copywriting persuasivo.

Questo perchè, ovviamente, gran parte del successo di una campagna di web marketing, affidata ad esempio a Google Adwords, dipende non tanto dalla capacità degli annunci di generare il click, ma piuttosto dal fatto che l’utente compia poi l’azione che ci siamo prefissi di fargli compiere.

Chi legge da un pò di tempo questo blog, saprà sicuramente che la persona che, qui in Lemonfour, segue questa importantissima fase del processo per i nostri clienti è Nicola.

In questo post del suo blog, ad esempio, viene proprio spiegato come la qualità della landing page influisca sulla qualità del contatto.

Se invece, per quanto riguarda il copywriting, vi interessa conoscere la tecnica dei fascination, questo è un altro bel post da leggere.

Da ultimo, proprio perchè è uno di quegli argomenti che più si prestano a “diatribe”, e verso i quali sento una grande sensibilità anche da parte dei nostri clienti, ecco un post sulla differenza nell’uso di landing page lunghe o corte.

Buona lettura e a presto!