Alt, fermo li… ti dico subito due cose importanti prima di proseguire con il post:
1. Beh, innanzitutto fai in modo di diventarne fan… altrimenti tutto quello che leggerai più oltre potrebbe perdere di significato.
2. Per adesso non abbiamo cambiato idea sul marketing nei Social Network
Ok, detto questo facciamo un punto e a capo per mettere in chiaro un pò di cose.
Innanzitutto, senza annoiarti, ti dico la mia opinione al volo sui Social Network, ovviamente intesi come strumento di web marketing.
Sicuramente interessanti, sicuramente in enorme espansione, sicuramente ancora poco attraenti per noi…
Poco attraenti nel senso che fino ad ora non siamo riusciti a focalizzare una metodologia di web marketing che si possa proporre con efficacia ai nostri clienti, prima ancora che essere attuata per noi stessi.
Con “efficacia” ovviamente intendo “con la ragionevole certezza che possa portare buoni risultati, certi e misurabili”.
Il tutto per non fare la fine di coloro che si stanno inventando “Social Network Strategic Consultant” o cose del genere (se fossi un tipografo mi rifiuterei di scrivere una cosa del genere su un biglietto da visita ).
Mancanza di certezza e misurabilità dei risultati, un tipo di marketing eccessivamente time spending per una piccola e media impresa, poche opportunità di sistematizzare le metodologie in modo semplice… praticamente tutto l’opposto di quello che stiamo dicendo da 5 anni ai nostri clienti!
Tuttavia da un pò di tempo stiamo ricevendo anche segnali di segno opposto.
Primo fra tutti il fatto che da qualche settimana anche in Italia, Facebook permette un targeting demografico per il proprio programma di annunci (ossia la possibilità di far apparire i propri annunci a pagamento a tutti i profili di utenti che hanno determinate caratteristiche di sesso, età, provenienza ecc.).
Poi alcune cose che Nicola ha visto applicate negli USA, e che riteniamo ragionevolmente proponibili anche qui da noi.
Insomma, anche parlando tra di noi, ci sembra arrivato il momento di cominciare gli esperimenti per arrivare a poter proporre ai nostri clienti una buona “Metodologia di Web Marketing per Social Network in Salsa Lemonfour“.
A proposito: come detto, tutto questo è un esperimento, quindi non mi preoccupo di eventuali cavolate fatte in questa fase… e soprattutto accetto suggerimenti e consigli!
Ecco il video con il caso studio di cui abbiamo parlato qualche tempo fa in questo post.
Come spiego anche nel video, ho scelto di presentarti un caso secondo me interessante in quanto mi ha dato modo di toccare molti degli argomenti trattati più volte in questo blog.
Ti suggerisco di non soffermarti troppo sulla valutazione dei singoli elementi specifici del caso in se, ma di cercare di cogliere gli aspetti maggiormente affini alla tua situazione o a quello che hai in mente.
Ecco il video:
P.s.: se vuoi avere a disposizione altri casi studio ed informazioni più dettagliate sulle nostre metodologie, ti ricordo che puoi acquistare VenditeWeb
E’ passato un anno da questo mio post in cui mettevo l’accento su alcune considerazioni preliminari, necessarie a quelle aziende che avessero deciso di affrontare un progetto di vendita su Ebay.
A distanza di un anno, il numero di aziende che ci chiedono consigli e progetti su questo argomento non sono certo diminuite, anzi.
Di diverso c’è il nostro atteggiamento nella risposta, ancora più cauto rispetto, appunto, ad un anno fa.
Ne parlavo proprio l’altro giorno con Nicola: dalle notizie che ci arrivano la situazione competitiva in Ebay si fa di giorno in giorno più difficile.
Cosa tipica di mercati che via via diventano maturi e con players sempre più esperti, anche su Ebay i margini stanno via via diminuendo, a vantaggio di coloro che riescono a realizzare volumi di vendita elevati contando su un’ottima strategia di marketing e su meccanismi logistici e distributivi molto rodati ed efficienti.
Risultato: sempre più difficoltà per i “piccoli” e per i “nuovi” ad imporsi…
Belli i tempi in cui, ad esempio, con la nostra strategia di marketing eravamo riusciti, nell’arco di due mesi, a far diventare un nostro cliente uno dei maggiori powerseller italiani nel mercato dei “box doccia multifunzione”…
Partendo da zero, suggerendogli noi il prodotto da acquistare e vendere, semplicemente sfruttando il fatto che lui già commercializzava prodotti “attinenti al tema”.
Tutto finito dunque?
Direi di no! Altrimenti non avrei scritto questo post.
Ebay infatti può essere ancora oggi sfruttato in modo molto proficuo come canale parallelo a quello di normale e-commerce aziendale.
In questo caso, più per ottenere visibilità che per realizzare grossi volumi o margini elevati, ottenibili invece attraverso un sito web di e-commerce ben strutturato, meglio ancora se supportato da un efficente servizio di call-center per il pre e post vendita.
Ovvio che comunque restano valide le considerazioni di base fatte nel già citato post.
Riassumendo: ecco i punti essenziali della tua lista della spesa per riuscire a sfruttare un sistema di vendita fatto da Ebay + sito di e-coomerce:
Iserzioni Ebay adatte soprattutto a “portar fuori da Ebay” i potenziali clienti
+
Sito di e-commerce con buona conversion (on line + telefono) e meccanismi di lead nurturing
+
Campagna AdWords a supporto del sito
Questo come base, poi ovviamente sono i dettagli che fanno la differenza.
P.s.: causa Pasqua e superlavoro non ho ancora ultimato i casi aziendali da presentare nel blog come richiesto qui. Ogni promessa è un debito, mi serve solo tempo. Nel frattempo non ci annoiamo mica!
Davide è un nostro cliente che ha un problema ben preciso: la sua azienda riceve un sacco di leads (anche 20) al giorno, ma non riesce a chiuderli in vendita…
O meglio, essendo che l’azienda di Davide lavora nel settore medico, il problema di Davide è ancora più specifico: le persone che ricontattano i leads, riescono a fissare molte “prime visite”, ma poi molti dei pazienti non si presentano.
Che fare?
Se dovessi rispondere pensando unicamente alla campagna di lead generation direi: “Niente… va già benissimo così!”.
In effetti il problema delle campagne di lead generation è proprio questo (lo scrivevo anche qui): il valore che il nostro cliente gli attribuisce non sta nei lead generati ma nei risultati che ottiene in termini di vendite.
In generale è più che giusto così, però bisogna considerare che questi risultati dipendono da mille fattori, spesso di organizzazione aziendale e di capacità commerciali delle persone che trattano i nominativi ricevuti, più che dalla qualità dei nominativi in se.
Capisco tuttavia che per un’azienda sia legittimo porsi in modo critico di fronte al problema, cercando varie soluzioni, e sentendo altre campane.
Il rischio maggiore, in questa fase, è quello di perdere il focus sui meccanismi che non funzionano.
Ad esempio, due dei consigli che Davide ha ricevuto da queste “altre campane” sono stati:
1. “Investi di più sul tuo brand on line”
2. “Prova a creare interesse sulla tua azienda sfruttando i social network”
Entrambi non mi convincono proprio…
Il consiglio sul branding online non mi convince prima di tutto perchè mischia gli effetti di questa attività (seppur fondamentale per l’azienda), con i risultati di una campagna volta all’acquisizione di nominativi che di per se per l’azienda funziona, almeno numericamente.
Il fatto che con un brand on line più forte si possano ottenere lead più convinti nel non dare buca alla prima visita mi sembra un pò tirato per i capelli…
Ed il fatto che aziende con un brand forte ottengano risultati migliori dallo stesso tipo di campagna web (cosa che Davide sa!), conferma semmai che questi competitors sono riusciti, con il tempo, a scoprire e rodare meccanismi commerciali che gli permettono di sfruttare appieno lo strumento.
Sul consiglio di utilizzare i social network poi… non so davvero cosa dire: mi sembra che ultimamente venga usato da molte agenzie o consulenti come il classico coniglio nel cappello del mago.
L’idea geniale ed innovativa, che affascina il cliente spiazzandolo, e da lustro a chi l’ha proposta.
Ma poi? Qual’è in concreto il piano, quali professionalità e quanto tempo necessita un progetto del genere? Quali sono gli obiettivi, misurabili, che ci si può ragionevolmente attendere?
Soprattutto, domanda fondamentale: cosa c’entrano i social network con un problema di no show alla prima visita da un medico?
Sull’argomento “metodologie non testate”, ti rimando alla lettura di questo post di Nicola, che ben spiega il nostro atteggiamento a riguardo.
Che ne pensi Davide?
E che ne pensi tu?
P.s.: sto preparando il caso aziendale che mi è stato imposto con plebiscito dopo il precedente post, ancora un pò di pazienza, perchè nel frattempo ho pensato di cogliere l’occasione per illustrarne più di uno in modo che possa essere utile a più persone.
P.s.s.: quando questa settimana il feedreader di questo blog è arrivato alla fatidica soglia dei 1000 ho sentito più del solito il peso della responsibilità nello scrivere questo post… ecco perchè sono in ritardo di qualche giorno. Grazie a tutti quelli che lo leggono, spero che vi troviate qualcosa di minimamente utile!