Cosa scrivere in un blog aziendale PMI?

Per quel che mi capita di vedere, le aziende hanno timore di lanciarsi nell’avventura del blog aziendale, non per problemi di relazione con i propri clienti, ma più per insicurezza.

Ovvio che questa mia riflessione deriva dal tipo di aziende che frequento, ossia le classiche PMI del nord Italia.

Parlando con il responsabile marketing di queste aziende (dove c’è!), risulta chiaro che l’idea del blog, in questo periodo, viene seriamente presa in considerazione da molte aziende, anche per una certa dose di “moda”.

Il motivo principale per cui poi rinunciano, è la mancanza di tempo. Almeno a sentir loro.

Anche se poi, sotto sotto, la domanda cruciale che pongono è:

“Ma cosa dovrebbe scriverci, un azienda come la nostra, sul suo blog?”

In questo mio blog ho scritto vari post sull’argomento blog aziendali.

Ho analizzato il loro ruolo in un processo di lead nurturing, ne ho raccontato il loro valore in termini di posizionamento, o per la pubblicazione di casi aziendali.

Ho fatto alcuni esempi di come li utilizzano certi nostri clienti (ad esempio qui e qui), ed infine, ho spiegato quali servizi noi di Lemonfour forniamo alle aziende riguardo la creazione e gestione di un blog.

Osservando le mie statistiche, vedo che in effetti questo argomento interessa molto proprio alle PMI.

La spiegazione che mi sono dato è che, non esistono ancora dei veri e propri canoni di riferimento per un blog di una PMI.

Molto famosi e citati sono i blog dei colossi, multinazionali e grandissime aziende italiane, ed altrettanto famosi sono i blog personali di vari personaggi di quasi tutti i settori della vita pubblica.

Poi ci sono i blog personali di milioni e milioni di italiani, ognuno con le sue motivazioni (a proposito, secondo me ci sono troppi “blogghettini” di bassa speculazione, per qualche pugno di euro in AdSense…).

In mezzo a tutto ciò, secondo me, le PMI devono ancora ritagliarsi un loro ruolo definito.

Sicuramente l’aspetto strutturale può essere quello preminente, ma di sicuro non è l’unico.

Ad esempio, noto che alcune aziende hanno troppa paura di sbagliare. Paura dovuta alla scarsa conoscenza del mezzo.

Mi capita spesso di sdrammatizzare la situazione usando una battuta che comunque, qualche effetto lo sortisce.

Dico: “Ma si, scriviete pure quello che volete, tanto non vi legge nessuno!”.

Avete capito cosa intendo: è come quando, ancora fino a 9-10 anni fa, c’erano aziende che non volevano fare il sito internet perchè avevano paura di non riuscire a gestire i troppi ordini!

Magari, dicevo io!

Ecco, per i blog adesso è lo stesso: nel senso che le PMI probabilmente se ne fanno un’idea sbagliata perchè pensano di dover fare qualcosa comparabile ai blog di Microsoft Italia.

Quello che io “predico” insomma, è di utilizzare il blog con criterio e costanza, con un piano redazionale e di marketing ben stabilito, ma senza eccessive preoccupazioni.

Utilizzarlo cioè come un laboratorio di comunicazione, che serva, appunto, per fare esperimenti con relativa libertà (seppur considerando quanto detto sopra).

Per gli esempi che ho seguito da vicino, poi, c’è sempre il momento del click; quando chi scrive il blog per l’azienda, comincia a farlo per piacere e non solo per dovere.

E’ in quel preciso istante il blog diventa uno strumento insostituibile, per quell’azienda.

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