Mi sono accorto che questo blog ha dei lettori “timidi”.
Se i commenti che lasciano ad un post sono sempre molto pochi, capita poi che, nel corso delle centinaia di telefonate che faccio/ricevo ogni settimana, molti clienti e amici mi facciano dei commenti orali sugli argomenti trattati.
Mai come dopo il post di Lunedì ho avuto dei riscontri di questo tipo da parte loro…
Se dovessi riassumerli nei due filoni prevalenti direi:
“Bravo Matteo, così si usa un blog aziendale!”
e l’altro
“Ma sei pazzo? Vai a scrivere che hai perso un cliente?”
A me piace più il primo approccio alla questione!
Però la cosa mi ha fatto riflettere su come, in realtà, il blog venga ancora percepito come un luogo non adatto a trattare gli argomenti taboo, vedi la perdita di un cliente da parte di un’azienda…
Non so; in effetti vedo che quando suggeriamo questo approccio ai clienti che ci chiedono un progetto per un blog aziendale, storcono anche loro un pò il naso.
Devo dire che, in un certo senso, un pò li capisco… o meglio li capivo.
Scrivo questo blog da quasi un anno, e devo dire che all’inizio non sapevo bene come usarlo.
Volevo che fosse utile a chi ci conosce, e più utile a chi non ci conosce ancora.
Volevo che trattasse di temi interessanti, ma volevo che esprimesse anche il nostro (mio) modo di intedere il lavoro.
Avevo degli esempi di blog aziendali in cui o si parlava di dettagli professionali irrilevanti per chiunque se non per quello che li aveva scritti, o, d’altro canto, del gatto di casa…
Ad un certo punto, come molte Web Agency che hanno cominciato a scrivere un proprio blog, ho pensato di smettere…
A quasi un anno di distanza posso dire che scrivo questo blog per puro piacere, raccontando soprattutto degli aspetti di quello che vedo e sento ogni giorno che altrimenti non avrei nessuna occasione di raccontare.
Ecco perchè. secondo me, è stato giusto scrivere il post di Lunedì.
Per quel che mi capita di vedere, le aziende hanno timore di lanciarsi nell’avventura del blog aziendale, non per problemi di relazione con i propri clienti, ma più per insicurezza.
Ovvio che questa mia riflessione deriva dal tipo di aziende che frequento, ossia le classiche PMI del nord Italia.
Parlando con il responsabile marketing di queste aziende (dove c’è!), risulta chiaro che l’idea del blog, in questo periodo, viene seriamente presa in considerazione da molte aziende, anche per una certa dose di “moda”.
Il motivo principale per cui poi rinunciano, è la mancanza di tempo. Almeno a sentir loro.
Anche se poi, sotto sotto, la domanda cruciale che pongono è:
“Ma cosa dovrebbe scriverci, un azienda come la nostra, sul suo blog?”
In questo mio blog ho scritto vari post sull’argomento blog aziendali.
Ho fatto alcuni esempi di come li utilizzano certi nostri clienti (ad esempio qui e qui), ed infine, ho spiegato quali servizi noi di Lemonfour forniamo alle aziende riguardo la creazione e gestione di un blog.
Osservando le mie statistiche, vedo che in effetti questo argomento interessa molto proprio alle PMI.
La spiegazione che mi sono dato è che, non esistono ancora dei veri e propri canoni di riferimento per un blog di una PMI.
Molto famosi e citati sono i blog dei colossi, multinazionali e grandissime aziende italiane, ed altrettanto famosi sono i blog personali di vari personaggi di quasi tutti i settori della vita pubblica.
Poi ci sono i blog personali di milioni e milioni di italiani, ognuno con le sue motivazioni (a proposito, secondo me ci sono troppi “blogghettini” di bassa speculazione, per qualche pugno di euro in AdSense…).
In mezzo a tutto ciò, secondo me, le PMI devono ancora ritagliarsi un loro ruolo definito.
Sicuramente l’aspetto strutturale può essere quello preminente, ma di sicuro non è l’unico.
Ad esempio, noto che alcune aziende hanno troppa paura di sbagliare. Paura dovuta alla scarsa conoscenza del mezzo.
Mi capita spesso di sdrammatizzare la situazione usando una battuta che comunque, qualche effetto lo sortisce.
Dico: “Ma si, scriviete pure quello che volete, tanto non vi legge nessuno!”.
Avete capito cosa intendo: è come quando, ancora fino a 9-10 anni fa, c’erano aziende che non volevano fare il sito internet perchè avevano paura di non riuscire a gestire i troppi ordini!
Magari, dicevo io!
Ecco, per i blog adesso è lo stesso: nel senso che le PMI probabilmente se ne fanno un’idea sbagliata perchè pensano di dover fare qualcosa comparabile ai blog di Microsoft Italia.
Quello che io “predico” insomma, è di utilizzare il blog con criterio e costanza, con un piano redazionale e di marketing ben stabilito, ma senza eccessive preoccupazioni.
Utilizzarlo cioè come un laboratorio di comunicazione, che serva, appunto, per fare esperimenti con relativa libertà (seppur considerando quanto detto sopra).
Per gli esempi che ho seguito da vicino, poi, c’è sempre il momento del click; quando chi scrive il blog per l’azienda, comincia a farlo per piacere e non solo per dovere.
E’ in quel preciso istante il blog diventa uno strumento insostituibile, per quell’azienda.
Ad un certo punto è venuto fuori un esempio utilissimo per spiegare la tecnica di marketing che può esserci dietro ad un blog.
Per spiegare il mix di marketing e contenuti che sta alla base di un certo tipo di comunicazione web, a Nicola è venuto in mente il caso “off line” di MTV…
Si, proprio la cara vecchia Music Television.
Sentite perchè.
MTV è una dei canali televisivi più profittevoli di sempre, con oltre un miliardo di utile annuo…
Bene, lui dice che il segreto di MTV è che è stata la prima a riuscire a mescolare contenuti e vendita.
Se ci pensate è vero: i video musicali in realtà non sono altro che spot pubblicitari dell’artista e del suo cd.
La gente guarda MTV per guardare i video ed il risultato finale è che chi guarda MTV, non fa altro che guardare spot!
Pensa che roba: 100% spot pubblicitari ed il cliente è contento!
La riflessione arguta sta proprio qui: la stessa cosa, infatti, può accadere con un blog!
La gente va a leggere un blog perchè trova contenuti interessanti ed informazioni utili, ma…
Se il blog è strutturato con una logica di marketing, i contenuti vendono i servizi dell’azienda (in forma più o meno esplicita).
In questo modo chi legge il blog dell’azienda si legge i suoi “spot” ed è anche contenta di farlo.
L’importante è, comunque, studiare una strategia affinchè siano i contenuti ad essere sempre preminenti.
Per questo si può attuare, ad esempio, una strategia di comunicazione implicita, come quella che Nicola presenta in questo post.
Che poi è quello che noi di Lemonfour cerchiamo di fare anche nei blog che realizziamo, per noi e per i nostri clienti.
Lo dico sempre ai nostri clienti; un blog deve esprimere una personalità.
Giusto! Ma se vale per tutti deve valere in primis per L4news.
Ecco che allora inizio con una serie di “esperimenti video” in cui comincio ad introdurre alcuni argomenti e soprattutto, a rispondere ad alcune delle domande più frequenti che ci vengono poste.
Non vi posso promettere grossi miglioramenti nella qualità… anche se l’esperienza via via servirà!
Fate tutti i commenti che ritenete, sono molto ben accetti!
Oggi mi sono trovato a discutere con la responsabile commerciale di una agenzia di comunicazione.
Stavamo decidendo il taglio da dare alle loro prossime campagne di web marketing, ed in particolare stavamo discutendo del valore del blog per un’agenzia di comunicazione.
Mi citava l’esperienza diretta di un suo collega milanese, anche lui responsabile commerciale di una agenzia di comunicazione, che gli ha sintetizzato molto bene i vantaggi ottenuti dallo sviluppo del blog dell’agenzia.
La cosa più interessante riguardava la presentazione dei cases studies di campagne di comunicazione.
Questa persona diceva che, attraverso il blog, le varie campagne realizzate assumevano un valore diverso rispetto alla presentazione delle stesse campagne fatta durante un incontro con il cliente.
In pratica, viste nel blog diventavano esempi interessanti, mentre durante la riunione, la presentazione degli stessi casi poteva, al limite, risultare controproducente perchè sortiva l’effetto di “ingessare” eccessivamente lo stile creativo dell’agenzia.
La cosa essenziale è che, un caso presentato in un post di un blog si presta molto di più ad essere considerato come un “qui ed ora” e non una cosa immutabile e permanente.
In più, il tono informale che si può mantenere in un blog, fa apparire meno spinto dal punto di vista commerciale l’esempio portato, giovando alla spontaneità di presentazione.
Concludendo il caso di prima, questa persona mi diceva che, alla fine, il suo amico cercava, dove possibile, di ridurre la presentazione dei casi al minimo indispensabile, dicendo poi ai suoi interlocutori; “… il resto ve lo vedete poi con calma nel nostro blog!”.
E’ ora di presentare un caso di successo veramente eclatante.
In realtà in questi mesi sono sempre stato poco propenso a trattarlo, visto il mio legame di parentela con il protagonista…
Andrea Ravagnan è mio fratello, nonchè responsabile della divisione stand ed allestimenti fieristici per Baroni srl di Vicenza.
Il fatto che mi ha fatto rompere gli indugi presentando il caso, è che i risultati sono ormai talmente consistenti, da essere diventati in un certo senso “paradigmatici” della nostra metodologia di lead generation.
Tutto è partito circa un anno e mezzo fa, da questa landing page, e da una campagna AdWords collegata.
L’argomento era l’allestimento di stand fieristici.
Sapevamo a priori che il settore si prestava bene alla nostra metodologia, sia come volume di ricerche giornaliere sia come tipo di servizio venduto (transazione ad alto importo unitario, cliente ad acquisto ripetuto, ecc.).
Da subito ci siamo accorti che i contatti arrivavano in quantità superiore alle aspettative.
Da una successiva analisi abbiamo anche potuto verificare che la qualità di questi contatti era molto elevata, con aziende perfettamente in target.
Altre due erano poi le caratteristiche delle richieste che emergevano chiare:
- molte aziende preferivano telefonare e non compilare il form;
- molte richieste avevano carattere di relativa urgenza, come se la ricerca di un fornitore in internet fosse stata fatta dopo non aver ottenuto soddisfazione nei canali tradizionali;
Da qui in avanti è entrata in gioco la capacità commerciale di Andrea e di Baroni srl…
I risultati, come dicevo, eclatanti (decine di clienti e parecchie centinaia di migliaia di euro di ordnini…), sono stati determinati da alcuni elementi, in particolare:
- la capacità di proporsi alle aziende in modo diverso rispetto ai concorrenti, con un atteggiamento maggiormente attento alla fase di consulenza ed analisi del progetto, e non semplicemente volto agli aspetti realizzativi (come ad esempio dicevo qui).
- un’assoluta tempestività nel ricontatto, che spesso stupiva i clienti stessi, e li predisponeva ad un proficuo scambio di informazioni.
- la capacità di chiusura commerciale, anche a distanza, anche per progetti di una certa entità.
- non da ultima la capacità di realizzare e gestire una grande quantità di progetti rispettando tempi di consegna e caratteristiche del prodotto concordato con il cliente.
Tutto da manuale, insomma, e i risultati lo testimoniano.
L’evoluzione del progetto riguarda, da qualche tempo, lo start-up di una nuova campagna di lead generation e, novità davvero dell’ultima ora, un blog di lead nurturing.
La campagna di lead generation riguarda il settore delle insegne per punti vendita, altro settore molto interessante.
La landing page è questa.
Il blog che affronterà, invece, non solo i temi delle campagne di lead generation, ma anche delle altre aree di attività di Baroni srl, si chiama Esponendo.com ed il suo pay off recita “Allestire, Esporre, Comunicare”.
Avevamo bisogno di uno strumento con il quale poter spaziare su più argomenti, non solo il web marketing, che pure resta la nostra specialità, oltre che la nostra grande passione.
Non solo; avevamo anche bisogno di uno spazio dove presentare le nostre numerose e fruttuose collaborazioni con aziende di vari settori.
Collaborazioni che, va da se, hanno sempre il web alla base, ma che ci permettono di poter affrontare molti argomenti legati ad esempio a forme più tradizionali di direct marketing, oltre che a promozioni ed incentivazioni aziendali, progetti di comunicazione per centri commerciali, ecc.
Oltre a tutto ciò, abbiamo pensato a dare al nuovo blog un taglio ancora più aperto al dialogo ed alla condivisione di risorse e contributi sul mondo del marketing (da cui il nome Conversazioni Marketing).
Non mi resta che invitarvi a seguire la nostra ultima creatura.
Con la certezza che non ne resterete delusi.
Come portare al successo delle campagne di web marketing locali?
Devo dirvi la verità, fino a poco tempo fa, per nostra strategia, eravamo ben poco propensi ad occuparci di questo tipo di campagne.
Innanzitutto perchè non si prestavano alla nostra ormai collaudata metodologia di lead generation.
Poi perchè valutavamo comunque non esaltanti i risultati che, anche avendo successo, potevano essere ottenuti.
Anche in questo caso, l’affermarsi del nostro know how sui blog come strumenti di SEO, ha fatto cambiare non di poco il nostro punto di vista.
Per diverse ragioni:
1# Un blog è uno strumento rapido da implementare e dal costo non eccessivo, quindi adatto ad un investimento i cui risultati, essendo limitati dalla geografia del mercato di riferimento, non possono essere enormi in valore assoluto (da multinazionale, per capirci…);
2# Se ben ottimizzato lato SEO si presta magnificamente al posizionamento di contenuti, in modo rapido e flessibile;
3# Si presta al posizionamento di contenuti diversi nel tempo, così che non devono essere fatte campagne nuove se si intendono lanciare nuovi prodotti o proporre novità;
4# Le stringhe di ricerca interessanti per campagne locali sono di per se stesse “long tail” (tipicamente del tipo “nome prodotto + area geografica”), quindi relativamente più facili da indicizzare;
5# Nell’identificazione della personalità del blog si possono puntare maggiormente su elementi e connotazioni strettamente caratteristiche dell’area interessata, dando un senso di maggior vicinanza all’utente;
Oltre al blog una delle cose che consigliamo ai nostri clienti che desiderano delle campagne locali, è la registrazione al sistema delle Google Maps (sull’argomento leggi questo precedente post).
Si chiama Prime-News.info ed è un blog che nasce con l’intento di fornire agli utenti notizie di qualità riguardo al mondo della tecnologia e dell’intrattenimento digitale.
Nasce dalla collaborazione, e prima ancora dall’amicizia e stima reciproca, di tre consulenti informatici che hanno deciso di portare nel web gli stessi argomenti delle loro numerose conversazioni quotidiane.
Questo blog rappresenta la naturale evoluzione di un portale già esistente, oltre che la miglior risposta alla necessità di avere a disposizione uno strumento più rapido ed immediato per la pubblicazione e gestione dei moltissimi contenuti editati ogni giorno.
Lemonfour si è occupata, oltre che del set-up e dell’ottimizzazione SEO della piattaforma WordPress, anche della messa a punto della strategia di webmarketing e comunicazione.
Da parte mia un caloroso “in bocca al lupo” al team di Prime-News.info.
E’ una domanda che ultimamente mi sento fare spesso.
Innanzitutto è bene premettere che non tutti i blog si indicizzano a dovere e che quindi la prima attenzione dev’essere posta sull’ottimizzazione del codice.
In questo senso, noi di Lemonfour, abbiamo dimostrato che i contenuti dei blog possono indicizzarsi con una velocità incredibile, ad esempio vedi qui.
Detto questo, diciamo che è fondamentale considerare da subito altri due fattori:
1. Con quali argomenti si intende ottenere il traffico;
2. La qualità e la quantità degli argomenti che si avranno a disposizione;
Come spesso mi capita di dire, il problema è di strategia, non di operatività.
Lo vediamo tutti i giorni: ci sono degli argomenti, non definibili “di nicchia”, in cui è ancora relativamente semplice indicizzare dei contenuti in modo rapido.
Quindi il traffico, con contenuti validi pubblicati di frequente può essere ottenuto anche in tempi rapidi.
A quel punto può essere facile monetizzare gli accessi al nostro blog, gli strumenti più immediati sono:
# attraverso AdSense di Google;
# attraverso la vendita di spazi pubblicitari (ci sono circuiti ed offerte ad hoc in base ai settori…);
# attraverso la creazione di una mailing list alla quale proporre offerte.
Questi qui sopra sono strumenti semplici e generalisti, validi soprattutto per blog non aziendali.
Quello che ci sta appassionando, tuttavia, è capire come monetizzare il traffico di un blog aziendale…
A questo però dedicherò un apposito post più avanti.
P.s.: sull’argomento segnalo anche questo post di Nicola.