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Copywriting e landing page: ecco il consiglio che diamo più spesso

Settembre, il mese in cui tutto ricomincia a girare.

In questi giorni, ad esempio, molte delle persone che hanno acquistato VenditeWeb, stanno cominciando a scrivere e pubblicare le proprie pagine e a lanciare le proprie campagne secondo quanto appreso.

Per me la tentazione di darci un’occhiata è forte, e mi fa piacere verificare come la qualità dei lavori sia proprio buona!

Con l’occhio clinico, ovviamente noto delle cose da sistemare, ma nulla che non consenta di cominciare da subito ad ottenere risultati, e a lavorare poi sulle ottimizzazioni di comunicazione e campagna.

Curiosità; sai qual’è il consiglio che diamo più spesso riguardo al copywriting?

“Parla prima dei bisogni del cliente, e poi di te… Rassicuralo di aver trovato ciò che sta cercando, prima di dirgli quanto sei bravo…”

Questo perchè alle volte, chi scrive le pagine non riesce a svincolarsi del tutto dall’ottica “da sito web istituzionale”, in favore di quella propria del copywriting da Direct Marketing.

Ciò accade, ad esempio, quando ti dilunghi in presentazioni della storia aziendale (da Adamo ed Eva!), senza far capire - nelle prime 2 righe - alla persona che ha trovato la tua pagina attraverso una ricerca in Google, che può davvero mettersi a leggere con calma il resto, perchè ha trovato ciò di cui ha bisogno.

Oppure quando la pagina che scrivi assume il tono “da migliore del mondo” in termini assoluti, dimenticando magari di esporre quei 3 elementi concreti che davvero rendono migliore la tua offerta relativamente a quella della concorrenza.

O ancora, quando magari ti dilunghi troppo a presentare la tua offerta, introducendo troppe alternative e variabili, fino a rendere molto meno chiaro il call to action, il richiamo all’azione indispensabile in una campagna di direct marketing.

Su quest’ultimo argomento sto preparando un video che spero di pubblicare entro qualche giorno, quindi se ancora non l’hai fatto iscriviti alla newsletter di questo blog per ricevere via mail tutti gli aggiornamenti.

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Quanto è chiara la tua offerta? Ecco una cosa da non fare…

Si potrebbe paragonare ad un maratoneta che crolla ad un metro dal traguardo.

E’ quello che succede ad alcune aziende che dopo molto lavoro, investimenti e strategie, riescono, ad esempio attraverso una campagna di web marketing, a portare la loro offerta sotto gli occhi di un potenziale cliente, ed in quel momento…

… sbagliano offerta, o ne fanno una incomprensibile!

Un esempio è una pagina come questa:

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Cosa hai pensato appena hai letto il titolo?

Io ho pensato: “Scusate, ma se vi chiedo un agente, perchè me ne dovete dare tre?”

Ok, uno lo utilizzo, ma gli altri due? Li metto nel freezer e li tengo buoni per il futuro?

Ah ok, forse, essendo “scremati”, durano di più!

In questo caso magari datemeli giovani, così anche se dovessi usarli tra 10 anni vanno comunque bene!

Scherzi a parte.

Alle volte mi capita di leggere alcune offerte commerciali senza capo ne coda.

E secondo me la tendenza è ancora più marcata quando l’offerta è veicolata da una campagna di web marketing.

Uno dei motivi, da ciò che vedo in giro, è quello che esponevo in questo post.

Ebbene si, sembra che il web marketing sia ancora considerato il fratello scemo del marketing.

Tra le varie cose che si potrebbero dire, secondo me, bisogna sottolineare che il “peccato originale” che sta alla base della comunicazione in alcune campagne di web marketing, deriva direttamente da alcuni siti istituzionali.

Alcuni esempi?

Ancora oggi ci sono siti nei quali, dopo una intro in flash di 10 secondi appare la pagina “Under Construction”!

Ancora oggi ci sono dei siti dai quali, tra un bombardamento continuo di contenuti di ogni tipo, non si riesce a capire di cosa si occupa l’azienda!

Ancora oggi ci sono dei siti in cui per trovare come mettersi in contatto con l’azienda bisogna poi fare una ricerca in Pagine Gialle!

Potrei continuare ma mi fermo.