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21 aprile 2008 — Lead Generation, Web Marketing
Cosa succede quando sono i clienti che cominciano a contattarvi?
Quando vi mettono fretta, vogliono l’offerta, e poi vogliono cominciare a lavorare con la vostra azienda?
Succede che cominciano a cadere molti alibi…
Molte di quelle motivazioni tipo…
… il nostro mercato è in difficoltà
… i clienti in questo periodo hanno altro per la testa
… i centralini ormai filtrano qualsiasi telefonata
… non siamo abbastanza competitivi
… difficile acquisire clienti con questi prezzi
… la Cina ci sta uccidendo
… c’è qualcosa che non va nella nostra immagine
Beh, e allora?
Possibile che non ci siano altri buoni alibi da costruirsi per dare la colpa a qualcuno degli scarsi risultati che si stanno ottenendo?
Si, tranquilli, la colpa può essere comodamente data al web marketing.
L’importante è non porsi domande sul proprio processo commerciale.
Qualche suggerimento sulle “lamentazioni”?
Eccole qui…
… i contatti dal web? Solo curiosi…
… meglio quando non c’erano, tante offerte ma poi, stringi stringi…
… mi contattano oggi e vogliono tutto pronto dopo un mese… ma scherziamo?!
… ci contatta gente che ha in mano prezzi che non otteniamo neppure noi dai nostri fornitori
… mi contattano anche dall’altra parte dell’Italia, non possiamo limitarli alla mia provincia?
… troppi costi, ho gli agenti che girano come trottole per niente
… levano tempo ai miei clienti acquisiti
… dovrei prendere una persona solo per gestire quelli
Per ragioni di spazio termino qui.
Su richiesta, potrei fornire, alle aziende interessate, una lista di “ottimi alibi per non fare web marketing”, anche suddivisi in base al settore industriale di appartenenza.
In ultima pagina una mia dedica:
“In bocca al lupo!”
18 aprile 2008 — Adwords, Web Marketing
Che alternative hanno le PMI per trovare clienti all’estero?
Quali costi devono sostenere?
Come fanno a capire in modo rapido e preciso quali sono i mercati più interessanti per i loro prodotti?
Le alternative a cui più spesso si sente fare riferimento sono; fiere, campagne pubblicitarie in riviste di settore estere, ricerca partners e rivenditori, società di internazionalizzazione.
Sapete che molti imprenditori non hanno ancora pensato al web?
Il motivo è, anche in questo caso, una mancanza di strategia e conoscenza dello strumento.
Anche in questo caso, si intende, la responsabilità maggiore ce l’abbiamo noi web agency.
Personalmente mi sono sentito dire la seguente frase: “Si, noi siamo su internet, ma solo in Italia…”.
Che è una delle più grandi contraddizioni in termini possibili!
Ovviamente non sto parlando di tradurre il sito in varie lingue straniere e metterlo on-line, sto parlando di strategie di web marketing.
Ad esempio, una campagna AdWords ben strutturata, può, al contempo, fornire da subito nuovi clienti, e fungere anche come una sorta di analisi dei mercati esteri.
Questo in base alla valutazione dei dati di traffico ottenuti ed all’analisi comparata dei dati tra più nazioni.
Ma lo strumento offre anche altri vantaggi.
Innanzitutto quello di potere “spegnere ed accendere” la campagna, nelle nazioni desiderate, a proprio piacimento, in base magari alle contingenze di un mercato.
Da non sottovaluare poi l’utilizzo di landing page diverse in base ai vari paesi, in modo da calibrare l’offerta in accordo con le varianti della politica commerciale decise in base ai singoli mercati.
Grazie ad internet è inoltre possibile, oltre che acquisire nuovi contatti e clienti, anche istaurare con loro una relazione durevole e proficua nel tempo.
Altre idee e spunti li trovate in questo post di Nicola.
Ah, dimenticavo… i costi di una campagna di web marketing non sono assolutamente paragonabili ad alcun altro canale di acquisizione clienti all’estero!
E questo non è un dato da poco.
10 aprile 2008 — E-commerce, Web Marketing
Riprendo Mauro Lupi, che riprende Ebaystrategies, che elabora dei dati di Forrester…
Tutto per sottorvi una ricerca che analizza i canali di acquisizione clienti nel web.
O meglio i canali (on e offline), che permettono di acquisire clienti online.
Questa è la tabella più significativa:

La cosa che non stupisce, è sicuramente la netta predominanza delle azioni di Search Engine Marketing, nettamente davanti a tutti gli altri canali, compreso il traffico organico.
La sopresa negativa da questi dati risultano essere i programmi di affiliazione, 5 volte meno efficaci del SEM in fatto di acquisizione clienti, e, aggiungo io, anche meno gestibili da un punto di vista strategico ed operativo.
Tutto sommato stupiscono anche gli scarsi risultati dei motori di comparazione prezzi, che fino a poco tempo fa venivano invece, tenuti in maggiore considerazione, anche dai web marketers.
Per il resto, vedo conferme di cose sotto gli occhi di tutti;
lo scarso effetto, sui potenziali clienti online, delle campagne di comunicazione offline;
lo scarso effetto delle campagne banner;
l’attuale “immaturità” dei social network come canale di web marketing diretto;
Ho tenuto da ultimo un dato che prometto di approfondire.
Quello 0% alla voce blog… semplicemente non ha senso!
Indagherò.
Se vi interessa, di vendite online parlavo anche tempo fa, in questo post.
Invece, sui blog per l’e-commerce, vi segnalo questo post di Nicola.
9 aprile 2008 — Lead Generation, Web Marketing
In questo video faccio una serie di considerazioni sul rendimento delle nostre campagne di lead generation.
In particolare, rispondo ad alcuni clienti che mi chiedono molte informazioni su vari tipi di indicatori della campagna, come impression, CTR, click, ecc.
Tralasciando gli indicatori di rendimento fondamentali…
Quali? Guarda il video.
Sull’argomento vi segnalo anche questo mio precedente post.
19 marzo 2008 — Web Marketing
Continuo nella serie di post derivanti da riflessioni fatte durante colloqui con i nostri clienti.
Spesso questi confronti sono dei veri e propri “bagni di realtà” per me che mi trovo ad essere sopeso tra le metodologie affascinanti ed avanzatissime di cui, in Lemonfour, Nicola è portatore, e la realtà concreta delle PMI del Nord Italia.
E’ comunque uno scambio arricchente, sia per me che per le aziende, nel senso che se io, da una parte, alle volte parlo di cose da cui le aziende sono ancora lontane, altre volte è proprio da questa totale estraneità alle questioni presentate che trovo nuovi spunti di riflessione.
Perchè trovo interessante entrare in contatto con aziende che non hanno la minima idea di cosa sia il web marketing?
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28 febbraio 2008 — Web Marketing
Altra questione di cui spesso si sente parlare è come misurare i risultati delle campagne di web marketing.
L’ultimo a finire sul banco degli imputati è il CTR (click trough rate) cioè il rapporto tra quanti visualizzano un annuncio a pagamento e quanti ci cliccano sopra.
Tutto è partito da questo studio, che, in soldoni, ha dimostrato come un 16% dei navigatori compia l’80% dei click sugli annunci, e che in sostanza questo toglie peso al CTR come indicatore generale dell’andamento della campagna.
Ciò perchè questo 16% di navigatori, detti “heavy clickers” hanno un profilo molto ben definito:
età tra i 25 e i 44 anni e un reddito inferiore ai 40.000 €
Di questo, ad esempio, parla anche Nicola Ferrari sul blog OneMarketing.it.
A riguardo vorrei fare due riflessioni.
La prima è dovuta alla nostra particolare metodologia di direct response marketing via web.
In quest’ottica gli indicatori da tener presente in una campagna non sono certo il CTR ma:
1. Il costo di acquisizione cliente;
2. Il valore del cliente nel tempo;
La seconda è che, comunque, quel 16 % di heavy clickers non appartiene propriamente ad una fascia di navigatori “da buttare”.
Tutt’altro!
E’ esattamente la fascia d’età più attiva e propensa agli acquisti via internet… e la maggior parte delle campagne viene fatta proprio per attrarre questi navigatori.
Credo che facciano eccezione magari solo i teenagers, per certi mercati internet di massa tipo i beni digitali o simili.
Tanto meglio quindi che le campagne di web marketing possano rivolgersi, e siano usufruite soprattutto da questo target.
Nel caso di AdWords, ad esempio, questo dato è rassicurante, nel senso che da un’ampia garanzia di non disperdere budget in click poco utili.
L’ultima riflessione, alla base di tutto: con questo si da conferma al fatto che internet non è un media generalista, come la tv, e che proprio questa deve essere la sua forza.
Alla faccia di tante web agency che considerano siti e portali ad alto traffico come canali televisivi da farcire di spot… pardon… banner.
22 febbraio 2008 — Adwords, Blog, Web Marketing
Come portare al successo delle campagne di web marketing locali?
Devo dirvi la verità, fino a poco tempo fa, per nostra strategia, eravamo ben poco propensi ad occuparci di questo tipo di campagne.
Innanzitutto perchè non si prestavano alla nostra ormai collaudata metodologia di lead generation.
Poi perchè valutavamo comunque non esaltanti i risultati che, anche avendo successo, potevano essere ottenuti.
Anche in questo caso, l’affermarsi del nostro know how sui blog come strumenti di SEO, ha fatto cambiare non di poco il nostro punto di vista.
Per diverse ragioni:
1# Un blog è uno strumento rapido da implementare e dal costo non eccessivo, quindi adatto ad un investimento i cui risultati, essendo limitati dalla geografia del mercato di riferimento, non possono essere enormi in valore assoluto (da multinazionale, per capirci…);
2# Se ben ottimizzato lato SEO si presta magnificamente al posizionamento di contenuti, in modo rapido e flessibile;
3# Si presta al posizionamento di contenuti diversi nel tempo, così che non devono essere fatte campagne nuove se si intendono lanciare nuovi prodotti o proporre novità;
4# Le stringhe di ricerca interessanti per campagne locali sono di per se stesse “long tail” (tipicamente del tipo “nome prodotto + area geografica”), quindi relativamente più facili da indicizzare;
5# Nell’identificazione della personalità del blog si possono puntare maggiormente su elementi e connotazioni strettamente caratteristiche dell’area interessata, dando un senso di maggior vicinanza all’utente;
Oltre al blog una delle cose che consigliamo ai nostri clienti che desiderano delle campagne locali, è la registrazione al sistema delle Google Maps (sull’argomento leggi questo precedente post).
Per finire, perchè come sempre i suoi contenuti sono di gran qualità, vi segnalo questo post di Nicola su come usare notizie e tendenze a fini di marketing.
20 febbraio 2008 — Notizie L4, Web Marketing
Il succo della questione è questo: perchè Google ha deciso, nelle ricerche a chiave geografica di dare così tanto spazio ai risultati sulle Maps?
Leggendo on-line sui siti che parlano di SEO, prevale la tesi “complottistica”:
“E’ un modo per dare ancora più forza ad AdWords!”
oppure, soprattutto nel turismo:
“E’ un modo per dare più forza alle singole strutture e spazzare via i portali di intermediazione!”
In effetti, se prevale la tesi, che condivido, che un colosso come Google non faccia mai nulla per caso, è molto strano che si sia voluta introdurre una modifica funzionale così importante senza che questa abbia una ricaduta economica importante.
Al tempo stesso è tutto da valutare l’effetto che ciò può avere in mercati meno maturi del turismo.
Faccio un esempio a caso? Il mercato delle Web Agency a Padova…
Guardate l’immagine qui sotto:

Da qualche giorno siamo primi tra i risultati della Google Maps.
I nostri amici di NetBanana sono invece primi tra i risultati naturali.
Quale miglior osservatorio, per poter analizzare i dati in modo incrociato…
Per adesso posso dirvi che ho notato un aumento dei curriculum in arrivo.
E forse anche qualche richiesta di preventivo in più…
A presto con le novità!
7 febbraio 2008 — Siti Web, Web Marketing
“Vorrei che mi aiutaste a trovare nuovi clienti…”
Malgrado il titolo così pomposo, questo post vuole essere solo una riflessione sul succo di tanti discorsi che alle volte noi che facciamo questo lavoro ci sentiamo fare dalle aziende con le quali veniamo in contatto.
Eh già, perchè visti i tempi, la richiesta di poter venire a contatto con clienti nuovi riguarda tutte le aziende, ma è soprattutto per le PMI che internet può essere fondamentale.
Perchè offre la possibilità di acquisire clienti a costi estremamente più bassi rispetto a quelli di altri media, abilitando, di fatto, la fruizione di un mezzo di comunicazione di massa anche a realtà aziendali medio piccole.
Non solo.
Una campagna di lead generation attraverso il web è molto più flessibile di qualsiasi tipo di campagna di direct marketing, ed ha l’ulteriore vantaggio di consentire un controllo assoluto del ROI (a proposito, sull’argomento vi segnalo questo post di Nicola).
Fin qui tutto ok… sapete dove sta il problema alle volte?
Semplice, sta nella “capacità di ascolto” di molte web agency, che non capiscono (o meglio non vogliono capire) che il cliente non vuole semplicemente pagare il lavoro di uno “sviluppatore di codice”
Il cliente vuole pagare la possibilità di ottenere un riscontro tangibile da un investimento fatto nel web.
Ultima cosa: attenzione a dire che il problema è che tra le PMI manca la cultura di internet…
Perchè molto spesso sono le web agency a non avere la cultura sufficiente per consentire ai propri clienti di capire appieno ciò che possono ottenere in termini di risultati concreti…
5 febbraio 2008 — Lead Generation, Web Marketing
Molto spesso ci capita di essere interpellati da aziende che neccessitano di una consulenza riguardo i loro progetti di e-commerce.
Il motivo è quasi sempre lo stesso; l’azienda, dopo aver investito molto denaro in “codice”, si rende conto di aver tralasciato, in parte o del tutto, la formulazione di un adeguato piano di web marketing relativo al sito.
Vi assicuro che ciò capita anche ad aziende molto molto importanti, al di sopra di ogni sospetto.
Mai come in questi casi, durante le riunioni, mi sento di camminare in un campo minato!
Come fare a dire all’azienda che magari ha buttato via dei soldi (magari su consiglio del capo CED)?
O magari che invece di impuntarsi nello sviluppo di un progetto di e-commerce al dettaglio, conveniva investire molto meno su una campagna di lead generation di clienti all’ingrosso?
O, da ultimo, che il problema del sito è semplicemente quello che si rivolge ad una domanda web inesistente?
E’ chiaro che tutti questi problemi avrebbero potuto essere facilmente evitati tenendo conto di poche, concrete, indicazioni pratiche, PRIMA di dare il via al progetto (un esempio? Leggi questi consigli di Nicola).
Il problema è, appunto, quando noi di Lemonfour veniamo tirati in ballo DOPO.
Dunque che fare in questi casi? I consigli di solito sono sempre gli stessi:
# NO PANICO: molto spesso, ad esempio se il sito non converte, piccoli aggiustamenti strutturali e di grafica possono già bastare a migliorare la performance del sito;
# VERIFICARE IL MERCATO E LA PROPRIA OFFERTA: siamo proprio sicuri che i problemi siano tutti derivanti dal sito? Molto spesso, infatti, si scopre che l’azienda ha formulato un’offerta semplicemente poco interessante per il pubblico web.
# NON SI BUTTA VIA NIENTE: tutto ciò che l’azienda ha sviluppato (a certe condizioni ed entro certi limiti…) può essere mantenuto. Molti problemi non riguardano il codice, riguardano il marketing.
Ad esempio, può essere che il progetto abbia puntato solo sulla usabilità del prodotto e poco sulle motivazioni d’acquisto trasmesse al potenziale cliente…
In questo caso (ci è già successo) basta affiancare al sito di vendita, un piccolo blog che parli dell’azienda e dei suoi prodotti, con un tono semplice e colloquiale.
Insomma, in generale, la consulenza su un progetto di e-commerce che “non funziona” come dovrebbe, parte da regole di buon senso, ed, almeno nel mio caso, tende a preservare il lavoro compiuto fino a quel momento, apportandovi piccole ma significative modifiche.