Alle volte le aziende non si rendono del tutto conto degli strumenti che hanno a disposizione.
Oggi, ad esempio, stavo commentando con un cliente l’andamento di una campagna AdWords, quando, parlando di budget, è successa una cosa strana.
Premessa doverosa; tramite questa campagna il cliente vende una serie di prodotti naturali per la salute del corpo.
La campagna è attiva da più di un anno, con ottimi risultati.
In un contesto di generale crisi dei consumi il cliente mi diceva che riteneva opportuno, visti i numeri, puntare ancora di più sul web.
Malgrado ciò, e malgrado abbia una grande esperienza di direct marketing offline, il cliente si dimostrava titubante di fronte al nostro suggerimento di aumentare il budget AdWords giornaliero.
Non si diceva sicuro di poter ottenere un significativo aumento delle vendite.
Ad un certo punto mi ha addirittura fatto un confronto tra la nostra campagna e una televendita!
In realtà non aveva riflettuto a sufficienza su un punto fondamentale della questione.
Quella da noi gestita è una campagna di DRM (Direct Reponse Marketing), dove, per definizione, si può avere un controllo in tempo reale dei ritorni generati (in questo caso vendite di prodotti).
Alla fine, quindi, è bastato mettere bene in chiaro questi punti:
1. lui sarebbe stato in grado di monitorare i ritorni delle modifiche alla campagna in tempo reale, avendo l’assoluto controllo della situazione;
2. controllando in particolare gli effetti dell’aumento graduale del budget avrebbe potuto verificare che la campagna avesse sempre ROI positivo (più budget = più vendite)
3. se, seguendo il nostro consiglio, avesse raddoppiato il budget, avrebbe potuto ottenere anche un drastico abbattimento delle spese fisse legate alla campagna abbattere del 50% l’incidenza delle spese fisse legate alla campagna.
Quale altro mezzo di comunicazione permette alle aziende un controllo così preciso?
Tutto ciò, in un periodo che, ripeto, non è certo di floridezza economica, rappresenta un’argomentazione che fa mola presa sulle aziende.


9 commenti ↓
Scusami non capisco solo questo punto
“se, seguendo il nostro consiglio, avesse raddoppiato il budget, avrebbe potuto ottenere anche un drastico abbattimento delle spese fisse legate alla campagna.”
Raddoppiando il budget spende pur sempre il doppio, guadagnerà probabilmente molto di più e ammortizzerà in ogni caso questi costi, ma le spese fisse in ogni caso salgono… o no?
Ciao Nicolò, grazie perchè mi hai fatto rendere conto che mi sono espresso male.
Volevo dire che raddoppiando il budget avrebbe potuto abbattere del 50% l’incidenza delle spese fisse (la nostra consulenza, il compenso della persona che gestisce le richieste), sul totale della campagna.
In questo caso, infatti, considero la nostra consulenza come spesa fissa, in quanto per l’accordo sottoscritto con il cliente essa non è legata ne al budget gestito ne ai risultati.
Il budget, invece, lo considero una spesa variabile per due motivi.
Primo perchè il cliente può modificarlo, o chiederci di modificarlo, in qualsiasi momento, aumentandolo o diminuendolo in base alle necessità.
Secondo perchè il budget giornaliero stanziato può comunque non essere sempre consumato per intero.
Ok, avevo intuito (giusto).
Grazie mille per il chiarimento e complimenti per il blog!
[…] Questo perchè alle volte, chi scrive le pagine non riesce a svincolarsi del tutto dall’ottica “da sito web istituzionale”, in favore di quella propria del copywriting da Direct Marketing. […]
Ciao Matteo, ho letto con interesse (e leggo costantemente la tua newsletter) questo argomento; dal momento che sto costruendo il mio sito internet, volevo chiederti cosa intendi dire con “svincolarsi del tutto dall’ottica “da sito web istituzionale”, in favore di quella propria del copywriting da Direct Marketing; infatti mi chiedo: una landing page è necessario che spieghi il mio fine (quello per cui voglio comunicare ai lettori) in maniera dettagliata?
@ Alessandro,
la mia osservazione nasce dl fatto che troppo spesso vedo dei siti istituzionali, anche fatti bene, che però mancano di alcuni elementi essenziali come un chiaro “call to action” (un richiamo all’azione) o altri elementi che conferiscono chiarezza all’offerta proposta.
Questi in effetti possono anche essere degli aspetti secondari di un sito internet istituzionale, mentre devono avere una preminenza massima nelle landing page, che sono pagine sviluppate proprio con l’intento di portare il navigatore a compiere una determinata azione.
Capisco, quindi mi sembra di capire che una “landing page” non necessariamente deve essere la home page del sito?
@Alessandro:
Beh, dire che raramente home e landing coincidono!
Vorrei sapere da tutti voi se questo metodo di marketing reponse su Adwords può andare bene anche se uno ha un business di network marketing nel campo dei centri commerciali on line cioè se uno ha un negozio sul web e deve pubblicizzarlo.
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