Bello ricevere contatti dal web.
Interessante controllare le mail in arrivo e scoprire che ogni giorno ci sono persone e aziende che chiedono informazioni sui tuoi prodotti e servizi, e che aspettano solo di essere ricontattate.
Potenza di una campagna di lead generation fatta bene.
Attenzione però: spesso nelle pagine si dimentica un elemento essenziale e troppo spesso sottovalutato.
Il numero di telefono!
Banale? Non direi: fai un giro on-line e guarda in quanti siti e landing pages manca questo riferimento importantissimo.
Per carità, non indicarlo alle volte è una strategia precisa, ma ti assicuro che il più delle volte il problema è un altro.
Chi scrive la pagina o sviluppa il sito, è così concentrato sull’utilizzo del web, che non si rende conto che aprire la campagna ad altri canali di contatto non può far altro che aumentare le probabilità di successo.
Un esempio? In alcune nostre campagne di lead generation, quasi 1/3 delle richieste arriva per telefono.
Tra l’altro, alcuni clienti ci raccontano che è proprio in questo modo che vengono in contatto con i potenziali clienti più interessanti.
In alcuni mercati, dove l’utilizzo del web non è ancora così diffuso per richiedere contatti commerciali, il telefono rappresenta ancora un mezzo troppo importante per essere messo in secondo piano.
Senza contare la considerazione che fa da titolo a questo articolo: scambiare due parole con una persona che risponde in modo professionale ad una telefonata, spesso vale più di tutti gli elementi di credibilità inseriti nella comunicazione testuale che la persona legge nella pagina dove trova il numero di telefono.
E pazienza se magari inserendo il numero di telefono si perde il tracciamento completo dei contatti ricevuti: questo può essere un piccolo problema per valutare i risultati effettivi della campagna… ma tanto si sa che l’importante è vendere!
Tra l’altro, osservando bene i numeri, si possono avere comunque dei riscontri indiretti su che % di persone, più o meno, sceglie il telefono per contattarti.
Noi, ad esempio, controlliamo se i contatti che compilano il classico form presente nelle landing pages, o quelli che inviano una mail, sono percentualmente di più nelle ore diverse da quelle d’ufficio o nei fine settimana.
Se la risposta è si, allora probabilmente nelle ore d’ufficio alcune di quelle persone avrebbero preferito chiamare.
Oppure, per tenere traccia precisa delle telefonate ricevute dalla campagna si usano alcuni trucchi.
Eccone uno: nella pagina, vicino al numero di telefono, si scrive una frase del tipo:
“Quando chiami, chiedi di [nome persona], che saprà darti tutte le informazioni di cui hai bisogno”.
Spesso conviene utilizzare nomi di persone inesistenti in azienda, proprio perchè sia chiaro che chi chiama ha visto la pagina di cui ci interessa valutare la resa.
L’importante in questi casi, è che la persona che risponde al telefono non dica: “No, guardi, qui non c’è nessuno con quel nome”!


2 commenti ↓
Ciao,
in merito a questa ultima affermazione non sono proprio d’accordo, o meglio, non sono convinto.
Se uno dei passi principali è quello di trasmettere fiducia e “aprirsi” a chi non ti conosce, per quale motivo non dovrei dare un nome vero ?
Qual’è il problema o rischio ?
grazie
Ciao Gianluca, il nome finto è solo un trucco per tracciare meglio la resa delle pagine.
Ti faccio un esempio.
Se qui in Lemonfour chiama una persona che dice: “Vorrei parlare con Matteo, ho visto una pagina in internet”, questo non ci aiuta a capire da subito che tipo di offerta ha visto la persona.
Se invece scrivessimo una pagina d’offerta con un nome di riferimento che non è tra quelli delle persone che lavorano qui, avremmo la certezza che quel contatto arriva da quella pagina.
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