Altra questione di cui spesso si sente parlare è come misurare i risultati delle campagne di web marketing.
L’ultimo a finire sul banco degli imputati è il CTR (click trough rate) cioè il rapporto tra quanti visualizzano un annuncio a pagamento e quanti ci cliccano sopra.
Tutto è partito da questo studio, che, in soldoni, ha dimostrato come un 16% dei navigatori compia l’80% dei click sugli annunci, e che in sostanza questo toglie peso al CTR come indicatore generale dell’andamento della campagna.
Ciò perchè questo 16% di navigatori, detti “heavy clickers” hanno un profilo molto ben definito:
età tra i 25 e i 44 anni e un reddito inferiore ai 40.000 €
Di questo, ad esempio, parla anche Nicola Ferrari sul blog OneMarketing.it.
A riguardo vorrei fare due riflessioni.
La prima è dovuta alla nostra particolare metodologia di direct response marketing via web.
In quest’ottica gli indicatori da tener presente in una campagna non sono certo il CTR ma:
1. Il costo di acquisizione cliente;
2. Il valore del cliente nel tempo;
La seconda è che, comunque, quel 16 % di heavy clickers non appartiene propriamente ad una fascia di navigatori “da buttare”.
Tutt’altro!
E’ esattamente la fascia d’età più attiva e propensa agli acquisti via internet… e la maggior parte delle campagne viene fatta proprio per attrarre questi navigatori.
Credo che facciano eccezione magari solo i teenagers, per certi mercati internet di massa tipo i beni digitali o simili.
Tanto meglio quindi che le campagne di web marketing possano rivolgersi, e siano usufruite soprattutto da questo target.
Nel caso di AdWords, ad esempio, questo dato è rassicurante, nel senso che da un’ampia garanzia di non disperdere budget in click poco utili.
L’ultima riflessione, alla base di tutto: con questo si da conferma al fatto che internet non è un media generalista, come la tv, e che proprio questa deve essere la sua forza.
Alla faccia di tante web agency che considerano siti e portali ad alto traffico come canali televisivi da farcire di spot… pardon… banner.


1 commento ↓
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