Ieri ero da un cliente.
Mi stava commissionando un nuovo progetto: sviluppo sito + campagna di web marketing (lead generation b2b).
Io non chiedo mai di vedere le offerte della concorrenza, e quasi sempre rifiuto di vederle anche quando è il cliente che insiste per mostrarmele (… quando hanno prezzi più bassi!).
Però ieri il cliente mi ha detto: “Ti prego, guarda questa perchè è bella…”.
L’offerta era di una web agency tutt’altro che piccola, con ottime referenze e agganci importanti.
Sul discorso sviluppo sito ok; da segnalare solo alcune imprecisioni ma nulla di eclatante.
La parte riguardante il web marketing? Uno spettacolo…
L’esemplificazione concreta di tutto ciò contro cui mi batto ogni giorno!
Innanzitutto, immancabile, la mitica offerta “Top Position” in collaborazione con il Gruppo Dada!
Offerta presentata, invariabile, da qualche migliaio di web agency.
Con tanto di mitico grafico: quel grafico!
Sempre quello, immutabile dal 2005, credo ormai una sorta di amuleto!

Dite la verità: vi sembra di averlo già visto da qualche parte, vero?
Comunque fino a questo punto, l’offerta aveva una sua logica, e faceva se non altro intuire che la web agency, non intendendosene di web marketing, rivendeva un servizio altrui…. nulla di male.
Poi però, e succede sempre, la voglia di approfittare dell’ignoranza del cliente fa andare un pò oltre, alla ricerca di qualche soldo in più…
E allora sotto con i servizi “fatti in casa”!
Quelli, per capirci, da poche centinaia di Euro l’anno (che vuoi che sia!), giusto per arrotondare un pò l’offerta, senza che il cliente ponga troppe domande.
Qui la mia prudenza va oltre alla tentazione di raccontare per filo e per segno quello che era scritto su quella benedetta offerta.
A memoria citerò solo alcuni dei passi più emblematici:
Presentazione (!) del sito a più di 100 motori di ricerca:
tra questi, me ne ricordo alcuni tipo Eniro (che dovrebbe essere un motore di ricerca svedese), Nomade (?) e perfino Jumpy (pace all’anima sua!).
Presentazione del sito ai motori internazionali + certezza di apparire su Google: a parte questo fatto della “presentazione” che dev’essere una forma molto educata di indicizzazione, la cosa bella era la lista che seguiva, con l’indicazione delle varie “versioni di Google” a cui il sito sarebbe stato “presentato”.
Versioni di Google: tra queste vi citerò solo quelle davvero significative tipo Google Congo (giuro!), Google Luxemburg e Google Suomi
A quel punto sono scoppiato a ridere, e con me il cliente.
Poi, con finto contegno, ho chiesto se nell’offerta fosse prevista anche la traduzione del sito in Congolese!
Chiudo qui il post, perchè non mi sembra necessario trovare troppe morali alla questione.
In casi come questi non ce n’è bisogno.
Piuttosto vi rimando a questo altro post su argomento simile.
